A cura di Maurizio Mecozzi, Broker assicurativo RN

Sviluppo e crescita

Ecoincentivi, riduzione dei costi assicurativi... Possibile che il Governo, avvezzo a considerare l’auto un bancomat, vari misure addirittura pro flotte? Noi siamo come San Tommaso

I recenti provvedimenti legislativi su ‘Sviluppo’ e ‘Crescita’ mettono ancora una volta in evidenza come vi possa essere propizia interazione fra mondo delle flotte e assicurazioni, a dispetto della ancora troppo scarsa attenzione specifica verso il fleet.

In primo luogo risalta la corposa sezione del “Decreto Sviluppo” dedicata alle auto elettriche, dove si dispone tra l’altro la composizione di flotte di veicoli anche pubblici a basse emissioni, fino a prevedere la presenza di infrastrutture per la ricarica dei veicoli negli edifici di nuovacostruzione dal giugno 2014. Le misure per il rafforzamento del settore energetico destinano nuovi eco incentivi alle flotte aziendali chepuntano al rispetto ambientale, costituite da auto a trazione elettrica, ibrida, a Gpl, a metano, a biometano, a biocombustibili e a idrogeno.

Da parte nostra si era già inteso evidenziare, tempo addietro, in quali misure, sicuramente ancora insufficienti, le polizze RCAuto tenessero conto di tale orientamento virtuoso: se in modo del tutto insoddisfacente per il Gpl, in modo invece piuttosto significativo per l’elettrico (50% circa di risparmio).

È intuibile come ora, in prospettiva, la realizzazione di una siffatta conversione dei parchi mezzi nel fleet porterebbe a una sommativa dei due vantaggi fruibili: eco incentivi da una parte e riduzioni significative dell’incidenza dei costi assicurativi dall’altra. In un altro articolo del DL ‘Sviluppo’, in seno a diverse novità a vantaggio del consumatore riguardanti specificamente il settore assicurativo, si va ad abolire il tacito rinnovo delle polizze RCAuto e quindi la cosiddetta quindicina di comporto, o mora che dir si voglia.

Andando a ragionare dietro le quinte del diffuso sgomento ingenerato dal provvedimento, senza dubbio esagerato, come sempre accade quando si vanno a scardinare consuetudini acquisite durate decenni, si può rilevare piuttosto come la tassativa necessità di rinegoziare la copertura assicurativa alla fine di ciascuna annualità contrattuale dovrebbe indurre i gestori del fleet a non adagiarsi sullo scontato rinnovo al rialzo (deglutito oramai a livello
congiunturale derogando al diritto, avvilito, del bonus tariffario a fronte di un attestato di rischio virtuoso).

Viene dunque alzata la soglia di attenzione al risparmio, anche orientandosi maggiormente all’affidamento verso quelle figure professionali in grado di intermediare sul mercato assicurativo le soluzioni più vantaggiose, ma coerentemente adeguate alle necessità specifiche di garanzia.

Un unico monito: scordarsi del cambiamento delle regole può significare il sequestro dei mezzi. Quanto infine al DL ‘Crescita’, uno degli aspetti principali trattati è la lotta alle frodi nei sinistri RCAuto tramite l’istituzione di un archivio informatico integrato, altro provvedimento foriero di vantaggi tariffari.

Scatole nere - Buoni propositi

Il Decreto Monti parla chiaro, ma sull’installazione gratuita delle black box le assicurazioni fanno orecchie da mercante

All’interno della legge di conversione del cosiddetto Decreto Monti, entrato in vigore lo scorso gennaio, risaltano alcune novità di particolare interesse per il comparto RC auto: una riduzione più significativa delle tariffe dovrà applicarsi sui nuovi contratti in caso di istallazione di scatola nera o diverso dispositivo da individuarsi con decreto del Ministero delle Infrastrutture. Queste misure sono finalizzate a ricostruire più facilmente le dinamiche dei sinistri limitando le possibili truffe ai danni delle compagnie. Quanto questo provvedimento potrebbe giovare nei numeri al mondo del fleet management è più che evidente. Come perorato dalle associazioni di categoria, le spese di montaggio, sostituzione o disinstallazione del dispositivo sono a carico delle assicurazioni. Alla luce degli indubbi vantaggi nella definizione del costo dei sinistri, pur dovendo affrontare gli oneri di cui sopra, per i quali esistono forti economie di scala, quali interessanti dinamiche tariffarie si sono dunque realizzate? Alcune compagnie hanno sospeso la commercializzazione delle tariffe correlate con i sistemi di check box, anche perché gli standard tecnologici comuni per assicurare l’interoperabilità, presupposto fondamentale per favorire la concorrenza del mercato e la mobilità degli assicurati, e le modalità di raccolta e utilizzo dei dati verranno fissate successivamente (?) con Regolamento Isvap e con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico. Nel ribadire la totale assenza di oneri per il consumatore, la legge sembrava introdurre l’obbligo per le compagnie di proporre, oltre a polizze RCA ‘base’, anche polizze con scatola nera a fronte di una significativa riduzione del premio. Ma l’Ania è in disaccordo, e per conoscere le modalità operative bisogna attendere il Regolamento Isvap.

Come sempre, in questo Paese, all’emanazione della legge segue la sua inapplicabilità operativa. Ad oggi, infatti, non sussiste per le compagnie assicurative l’obbligo di disporre di tariffe ad hoc con scatola nera. Quello che si constata è che solo poche propongono tale alternativa, ma solo con le RCA Km, e continuano a caricare i costi di installazione sul contraente. A parte qualche limitata soluzione assicurativa, nessuna ha sviluppato un progetto assicurativo espressamente rivolto alle Flotte, e i premi delle polizze auto continuano a crescere. Come i carburanti.

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