A cura di Stefano Marchesi, dottore commercialista presso lo Studio legale tributario Arpano Bonafe’ Grifoni Franzoni di Milano

I 'regali' del Fisco

L’intero settore automotive, e non soltanto quello del noleggio, avrebbe bisogno di norme agevolative. Invece, il legislatore si accanisce come se fosse una fonte di denaro inesauribile

L'articolo 4, commi 72 e 73, della Legge 28-6-2012 n. 92, in vigore dal 12 agosto 2012, ha modificato l’articolo 164 del DPR 917/1986 abbassando la soglia di deducibilità dei costi relativi ai mezzi di trasporto a motore utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni. In particolare, questi costi saranno deducibili nel limite del 27,5 per cento del relativo ammontare (quando non utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa - la deducibilità è elevata all’80 per cento per gli agenti o rappresentanti di commercio). Secondo il vecchio regime la deducibilità era al 40 per cento. Inoltre, permangono i vecchi limiti massimi forfetari per il calcolo del costo fiscalmente rilevante (es: non si tiene conto della parte del costo di acquisizione che eccede 18.075,99 euro o dell’ammontare dei costi di noleggio che eccedono3.615,20 euro per le autovetture e gli autocaravan, ecc.). I costi relativi ai veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta saranno deducibili nella misura del 70 per cento mentre nel vecchio regime la deducibilità era al 90.

Sebbene le nuove disposizioni non siano ancora entrate effettivamente in vigore, in quanto l’applicazione è prevista dal 2013, la Legge di Stabilità 2013 recentemente approvata dalla Camera dei Deputati prevede già una nuova stretta sulla deducibilità delle auto aziendali che scenderebbe dal 27,5 al 20 per cento. È abbastanza demoralizzante constatare che ogni volta che servono risorse finanziarie si pensi di trovarle nell’ambito del settore automotive, come se fosse una fonte inesauribile di denaro e fingendo di ignorare che ci si trova in una crisi epocale. Riepiloghiamo alcune delle ultime ‘penalizzazioni’.

Facciamoci del male
L’articolo 17, comma 6, del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 e l’articolo 1, comma 12 del Decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 hanno previsto che a decorrere dal primo gennaio 2012 le misure dell’imposta provinciale di trascrizione devono essere determinate secondo quanto previsto per gli atti non soggetti ad IVA anche quando si tratta di trascrizioni relative ad atti soggetti ad IVA. In pratica, questo ha comportato un significativo incremento dei costi per gli operatori del settore e per i consumatori finali. Infatti ai sensi del D.M. 27 novembre 1998, n. 435 le tariffe sono le seguenti:

• autoveicoli e autovetture fino a 53 Kw, ovvero autobus e trattori stradali fino a 110 Kw: lire 292.000 (euro 150,81 circa)
• autoveicoli e autovetture oltre 53 Kw: lire 6.800 (euro 3,5119 circa) per ogni Kw.
Si consideri inoltre che le provincepossono aumentare le suddette tariffe fino al 30 per cento e che moltelo hanno già fatto.

Tra Superbollo e IVA
Come è ormai noto a tutti, il comma 21 dell’articolo 23 del DL 6-7-2011 n. 98 ha introdotto un’addizionale erariale della tassa automobilistica per le autovetture e per gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose. Ai sensi dell’articolo 16 del DL 6-12-2011, a partire dall’anno 2012 l’ammontare dell’addizionale dovuta è fissata in 20 euro per ogni chilowatt di potenza superiore a 185 chilowatt. L’importo dell’addizionale è ridotto al 60 per cento, al 30 e al 15 per cento, rispettivamente, dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione del veicolo e non è più dovuto decorsi venti anni. L’addizionale erariale non è dovuta quando il veicolo può fruire del regime di esenzione dal pagamento della tassa automobilista (CM n. 49/E dell’8-11-11) come ad esempio:

• in caso di esenzioni disposte dall’articolo 17 del DPR 5-2-1953, n. 39 (per gli autoveicoli del Presidente della Repubblica, per i veicoli in dotazione dei corpi armati dello Stato, ecc)
• in caso di esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per i veicoli aventi più di 30 anni e per i veicoli di particolare interesse storico e collezionistico aventi più di 20 anni
• in caso di interruzione dell’obbligo di corrispondere la tassa automobilistica per gli autoveicoli consegnati per la rivendita alle imprese autorizzate o comunque abilitate al commercio dei medesimi.

Anche se non si tratta di un provvedimento specifico per il settore dell’automotive si ricorda che l’articolo 2, comma 2-bis del D.L. 13 agosto 2011, n. 138 ha incrementato l’aliquota IVA da 20 al 21 per cento, colpendo in generale il potere d’acquisto del consumatore finale con effetti depressivi sulle vendite e sull’economia. Ad aggravare la situazione, la legge di stabilità 2013 prevede un nuovo aumento dell’aliquota IVA ordinaria dal 21 al 22 per cento. L'aumento si applicherà alle operazioni effettuate a partire dal 1° luglio 2013.

Effetto moltiplicatore
A quanto sopra accennato deve aggiungersi che nel corso degli anni le accise sui carburanti sono state utilizzate dai governi di ogni colore politico per trovare in maniera rapida e sicura nuove fonti di finanziamento, e l’attuale non ha fatto eccezione; infatti, l’ultimo aumento risale ad agosto 2012 e ammonta a 0,51 centesimi al litro IVA compresa. Dall’inizio del 2011, le accise sulla benzina sono aumentate di 16,44 centesimi, mentre quelle sul diesel di 19,44 centesimi, a cui va ad aggiungersi l’effetto moltiplicatore dell’IVA. Ad oggi, le accise sulla benzina ammontano dunque a 728,40 euro per mille litri.

Deducibilità sempre più ridotta

I legislatori hanno ulteriormente ridotto la soglia di deducibilità delle spese, a tutto svantaggio degli utilizzatori di auto aziendali. Al danno si è aggiunta la beffa: il pagamento è anticipato

botta-fiscale-autoCi auguravamo di essere smentiti, credevamo fosse uno scherzo, speravamo rinsavissero… Purtroppo, ancora una volta, il bene ‘autovettura’ è utilizzato come ‘bancomat’ dal nostro legislatore. Sfortunatamente l’articolo 4, commi 72 e 73, della Legge 28-6-2012 n. 92, in vigore dal 12 agosto 2012, abbassa ulteriormente la soglia della deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi relativi ai mezzi di trasporto a motore utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni. In particolare, “all’articolo 164, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi… sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera b), le parole: «nella misura del 40 per cento» e le parole: «nella suddetta misura del 40 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 27,5 per cento»; b) alla lettera bbis), le parole: «nella misura del 90 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 70 per cento»”. Detto in altre parole, i costi relativi alle autovetture, gli autocaravan, i ciclomotori, i motocicli e in generale a tutti i veicoli a questi equiparati sono deducibili nel limite del 27,5 per cento del relativo ammontare (quando non utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa - la deducibilità è elevata all’80 per cento per gli agenti o rappresentanti di commercio). Prima la deducibilità era al 40 per cento. Inoltre, continuano a rilevare i vecchi limiti massimi forfetari per il calcolo del costo fiscalmente rilevante (es: non si tiene conto della parte del costo di acquisizione che eccede 18.075,99 euro o dell’ammontare dei costi di noleggio che eccedono 3.615,20 euro per le autovetture, gli autocaravan, ecc). Per quanto riguarda le spese e gli altri componenti negativi di reddito relativi ai veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta, questi sono deducibili per il 70 per cento. Prima la deducibilità era al 90 per cento. (Si veda, a titolo esemplificativo, il caso riportato in tabella di un noleggio a lungo termine per un professionista e per un dirigente con auto aziendale assegnata in uso promiscuo). Le nuove disposizioni si applicano dal 2013 ma è richiesto un pagamento anticipato in quanto tutti gli interessati dovranno ricalcolare le imposte del 2012 simulando l’applicazione della norma al fine di versare importi maggiorati già in sede di acconto per il 2013. I nostri legislatori, a quanto pare, non sono d’accordo con Winston Churchill che asseriva: “Una nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico”.

Credits :: Privacy Policy :: Cookie policy

Casa Editrice la fiaccola srl - Via Conca del Naviglio 37, 20123 Milano - Partita IVA: 00722350154